La campagna elettorale è cominciata. Ieri il Presidente Napolitano ha dato la data delle elezioni, perfettamente non nelle sue prerogative fino a che non scioglie le camere.
Io difficilmente mi trovo d’accordo con Pannella, stavolta non potevo però non essere d’accordo quando ha ripreso Benigni per lo show sulla Costituzione. Giustamente ha detto che era un controsenso visto che è costantemente schiacciata, non rispettata da tutti gli alti organi dello stato, la data decisa né è un caro esempio.
Ad ogni modo, con quell’annuncio, si è dato inizio al l’ennesima campagna elettorale italiana.
Chi sono i concorrenti? Dei nonni. Forse sono anche troppo generoso visto che mio padre, che è nonno è più giovane di tutti loro, per non parlare di un mio caro amico che a loro confronto è un ragazzino ed è già nonno anche lui.
Berlusconi: vent’anni fa aveva senso, adesso sono passati 20 anni, anche basta!
Bersani: il maggiordomo di D’Alema non merita molto di più di quanto ho già scritto anche perché non ha un’idea, un programma se non Berlusconi è….. Discorsi triti e ritriti da 20 anni
Monti: capelli bianchi rassicuranti da buon nonnino con il gran difetto che non è indipendente ma sotto scacco di JP Morgan. A questo istituto sono stati dati svariati miliardi di euro da quando Monti è al governo; a noi ci ammazza di tasse (sono tanti i suicidi da quando Monti è al governo) per dare i soldi ai suoi veri padroni, JPM. Il tutto con la benedizione del Presidente Napolitano, suo vero suggeritore.
Insomma la scelta che ci propinano è tra questi tre nonnetti. Una volta un gran uomo disse di andare a votare turandosi il naso. Adesso però la puzza di muffa ho paura che sia talmente forte che neanche il grande Montanelli riuscirebbe a ridire quelle parole.
Questa campagna elettorale poi è il palesarsi delle palle che dicono sulle preferenze. È inutile che dicono che le preferenze fanno scegliere i propri rappresentanti, non è vero perché tanto si potrebbe scegliere tra gente che decidono i segretari di partito. Un outsider come in USA non può venire fuori in Italia. La Costituzione e la legge non lo permettono. Alla fine dobbiamo scegliere tra Berlusconi, D’Alema e Napolitano. Però tra nonni e bisnonni, che bella scelta, in 3 fanno 230 anni. I candidati Americani meno della metà, quelli UK idem.
Comunque l’unica consolazione è che questo stillicidio non durerà molto, stavolta è più corto del solito anche se è partita alla grande con Monti allo stabilimento FIAT di Melfi; posto migliore per far capire chi comanda davvero non poteva sceglierlo.
Sicuramente colpi di scena non mancheranno, come non mancheranno le ennesime richieste di arresto e baggianate varie per Berlusconi. A dire il vero hanno già cominciato con la richiesta di arresto per un anno per qualcosa che, la stessa persona che ora chiede l’arresto, ha chiesto l’archiviazione prima. Misteri della giustizia? No, semplicemente terrore di perdere per l’ennesima volta e allora bisogna tirar fuori di nuovo l’ennesima inchiesta, buttare nel cesso altri MILIONI di Euro di soldi nostri.
L’unica soluzione è una riforma radicale, completa dall’articolo 1.
Lavorone, enorme, che per questi vecchietti che hanno un’aspettativa di vita vicina al mese, davvero è qualcosa di impensabile.
A voi capire dove si ripone la speranza reale…
Se qualcuno per strada urlasse “Nonnetto!” si volterebbero solo Napolitano e Berlusconi. L’articolo 1 – se il riferimento è alla Costituzione – non si tocca: per questo con D’Alema stiamo al sicuro.
Il colto, nick impegnativo. Considerando che tra D’Alema e il suo maggiordomo Bersani se li mettiamo insieme non hanno fatto un giorno di lavoro reale nella loro vita, mi sembra difficile che capiscano l’articolo 1. Quindi come possono capire le difficoltà collegate al lavoro ed al mondo del lavoro? Ad ogni modo sono più caritatidi politiche loro dei due da te menzionati. Il PD, come ho già scritto, ha avuto una grande occasione con Renzi, buttata nel cesso come il futuro dell’Italia quindi come possono esserne paladini? E per essere certi che ciò accadesse e per terrore dell’avversario, D’Alema e corte servente, hanno cambiato le regole delle primarie perché con le vecchie regole avrebbe vinto Renzi a mani basse. Ma non avrebbe vinto solo le primarie, avrebbe vinto anche le elezioni e per chi non è mai riuscito a diventare Presidente del Consiglio eletto dal popolo era troppo. Dopo più di vent’anni che ci provava e regolarmente perdeva, poteva farcela un ragazzino, un giovane non voluto da lui. Uno smacco troppo grande per un ……….. i puntini riempili tu.