Amministrative 2016 /2

Adesso, passata l’euforia della vittoria, passata la delusione per la sconfitta, rimane che analizzare davvero cosa è successo; magari divertendosi con qualche giochino che stuzzica la memoria.

Non fraintendete, M5S ha vinto e stop! Bravi! Non perché ha vinto Roma, quella era già vinta ancor prima di votare. La vera vittoria è a Torino ed in tutte quelle piccole realtà dove erano al ballottaggio e le hanno portate a casa quasi tutte. Questa è la vera vittoria! Ora rimane il passo più difficile che è amministrare bene. Soprattutto a Roma dove il potere dei dirigenti pubblici ormai è a livelli stratosferici. Un consiglio comunale ed un Sindaco non vanno da nessuna parte se hanno contro i Dirigenti e le Unità Operative del Comune; qui è il difficile. Queste sono cose non dette ma reali.

Adesso però voglio divertirmi un attimo con la solita nota “strana”.

Assodato Roma che era già assegnata e lì non ci sarebbero stati cataclismi che potevano cambiare la situazione.
Mi piacerebbe entrare un po’ di più sulla questione Torino. Torino, città storica rossa, amministrata dicono bene da Fassino. Fassino leader storico del PD, io l’ho definito più volte “servo” di Baffino. Questa città a  sorpresa viene presa dai 5 Stelle. A me tanto sorpresa non sembra. Perché? Perché la vera sorpresa per me sarebbe stata il proseguio della stranezza che c’era nell’aria. La cosa strana fino a  pochi giorni prima dei ballottaggi era il silenzio dell’eminenza nera del PD; colui che non ha mai vinto alle urne però è riuscito a fare Ministro, Presidente del Consiglio e tanti altri incarichi; Baffino, al secolo Massimo D’Alema. Proprio lui è stato sempre in silenzio, strano per uno come lui, però qualche giorno prima fa una battuta, ad un amico e riportata poi da Repubblica, dove diceva che votava ed indicava 5 Stelle. Repubblica, il quotidiano della sinistra, visto come la summa di ogni saggezza per la sinistra e sempre fedelissimo a Baffino. Ovviamente subito smentito con anche piccola polemica che subito è stata messa a tacere come ogni cosa che interessa Baffino, si mette subito a tacere. Non è vero quindi? Non lo so, non è dato a me saperlo; ma questo potrebbe essere un punto aggiuntivo per fare l’analisi a ritroso.

Quindi partiamo dal punto di arrivo ossia Fassino perde contro Chiara Appendino. Perfetto qui sembrerebbe tutto normale visto il momento se non fosse che qualche giorno prima esce la dichiarazione che Baffino indicava di votare M5S; anche se poi smentita e quindi non sappiamo se vera ma tanto è uscita la notizia su Repubblica, non sul Corriere, sul Giornale o su Libero.
Giochiamo un po’ per assurdo e mettiamo che sia vera, perché dare questa indicazione? Non sarà forse che Renzi ha uno strapotere nel partito e nel governo che genera paura mista a tanta invidia a chi come lui non ha mai vinto nulla. Renzi almeno qualche elezione importante nella sua vita l’ha vinta.

E se fosse che Baffino è invidioso e  geloso di Renzi? Avrebbe “venduto” il suo “servo” ed il suo partito, per fare uno sgambetto a Renzi. Anche su Roma avrebbe aggravato la situazione perché realmente la vittoria annunciata è stata anche schiacciante e per certi aspetti imbarazzante (nessuno mi toglierà dagli occhi la faccia imbarazzata di Giachetti quando ha dichiarato la sconfitta, praticamente subito). Dopo tutto Baffino non sa vincere alla luce del sole, quindi deve arrangiarsi come può quindi con sotterfugi, accordi sottobanco o alleanze nascoste che mettono in difficoltà il suo rivale. Tutto questo per provare ad avere un vantaggio e provare a vincere, ma non ci riesce e né sa qualcosa Gargamella (al secolo Pier Luigi Bersani) che né ha dovuti ingoiare di rospi.

Questi ad ogni modo sono piccoli pensieri che vengono alla mente.

Certo che se fosse così diventa davvero interessante il referendum; qui si preannuncia uno scontro divertente, ma sulla riforma tornerò.

 

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